OPZIONE IRI 2017

 

La L. 11 dicembre 2016 n. 232 (legge di bilancio 2017) introduce l’art. 55-bis del TUIR, recante la disciplina dell’imposta sul reddito d’impresa (IRI), in vigore dal 1° gennaio 2017.

Possono fruire di tale regime gli imprenditori individuali e le società di persone commerciali (snc e sas) in contabilità ordinaria.

Il nuovo comma 5 dell’art. 55-bis del TUIR deroga l’imputazione e la tassazione del reddito per trasparenza (ex art. 5 del TUIR). Ulteriormente, ai fini impositivi, l’adozione del regime in parola prevede:

– la separazione tra il reddito d’impresa reinvestito nella società – assoggettato ad IRI con l’aliquota del 24% – e gli utili prelevati dall’impresa, che concorrono come reddito d’impresa alla tassazione IRPEF in capo al percipiente;

– la determinazione della base imponibile IRI secondo le ordinarie disposizioni in materia di redditi d’impresa (Titolo I, capo VI del TUIR);

– la possibilità di portare in deduzione, dalla suddetta base imponibile, gli utili prelevati dalla società, entro il limite del reddito d’esercizio o dei redditi di esercizi precedenti, già soggetti ad IRI, al netto delle perdite IRI.

Il comma 4 del citato art. 55-bis subordina l’accesso al regime IRI all’esercizio di un’opzione nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d’imposta cui è riferita la dichiarazione. L’opzione IRI relativa al 2017 andrà, quindi, comunicata nel modello UNICO 2018.

La scelta di convenienza dell’opzione IRI potrà essere valutata a consuntivo, dopo aver verificato i dati dell’esercizio 2017, e tale considerazione vale anche per i soggetti che iniziano l’attività nel 2017.

Tuttavia, è possibile, fin da ora, valutare alcuni elementi rilevanti sulla convenienza dell’opzione IRI.

Si ipotizza una snc, partecipata equamente da due soci, con un reddito imponibile di 100.000 euro e che i soci abbiano prelevato 40.000 euro ciascuno. In regime di trasparenza fiscale, tale reddito sconta l’imposizione IRPEF in capo a ciascuno dei due soci per 50.000 euro, indipendentemente dall’effettiva percezione.

Ipotizzando che tale reddito risulti integralmente imponibile con l’aliquota IRPEF prevista per l’ultimo scaglione di reddito, sul medesimo è dovuta un’imposta pari a 21.500 euro (50.000×43%): di conseguenza, il carico fiscale complessivo è del 43%.

L’opzione IRI in merito alla situazione sopra illustrata comporta, invece, che:

– sulle somme prelevate da ciascun socio sia dovuta un’imposta IRPEF di 17.200 euro (40.000×43%);

– la società debba corrispondere l’IRI per 4.800 euro (20.000×24%);

– il carico fiscale complessivo sia pari al 39,20% [(17.200+17.200+4.800)/100.000].

Ancora, l’accesso al regime in esame non è subordinato a parametri dimensionali. Possono, quindi, esercitare l’opzione IRI anche gli imprenditori e le società di persone commerciali in contabilità semplificata, previa adozione del regime di contabilità ordinaria.

Pertanto, i suddetti soggetti che intendono optare per l’IRI ma che, nel 2016, hanno conseguito ricavi inferiori a 400.000 euro (per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi) o 700.000 euro (per le imprese aventi per oggetto altre attività) devono esercitare l’opzione per il regime di contabilità ordinaria nel 2017.

L’opzione, trattandosi di un regime contabile, ha durata annuale ed è valida per ciascun anno successivo, fino a revoca da parte del contribuente (art. 3 comma 1 del DPR n. 442/97). Al tal fine, i contribuenti in contabilità semplificata devono tenere un comportamento concludente ai sensi dell’art. 1 comma 1 del DPR 442/97.

A tal proposito, si intende l’effettuazione da parte del contribuente di adempimenti che presuppongono inequivocabilmente la scelta di un determinato regime, osservandone i relativi obblighi, in luogo di quello operante come regime di base (cfr. C.M. n. 209/98 § 1).

In ultimo, il regime di contabilità ordinaria prevede la tenuta dei seguenti libri contabili:

– libro giornale, nel quale sono annotate cronologicamente tutte le operazioni relative all’esercizio dell’impresa;

– libro inventari, che riporta la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore;

– registri IVA, composti dal registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) e dal registro degli acquisti;

– registro dei beni ammortizzabili;

– scritture ausiliarie (libro mastro e scritture di magazzino).

L’art. 2 del DPR 442/97 prevede che la suddetta opzione sia comunicata nella prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata. Occorre, quindi, compilare il quadro VO della dichiarazione IVA 2018.

Nell’ipotesi di esonero dalla presentazione della medesima, invece, il predetto quadro deve essere presentato congiuntamente al modello UNICO 2018.

 

La L. 11 dicembre 2016 n. 232 (legge di bilancio 2017) introduce l’art. 55-bis del TUIR, recante la disciplina dell’imposta sul reddito d’impresa (IRI), in vigore dal 1° gennaio 2017.

Possono fruire di tale regime gli imprenditori individuali e le società di persone commerciali (snc e sas) in contabilità ordinaria.

Il nuovo comma 5 dell’art. 55-bis del TUIR deroga l’imputazione e la tassazione del reddito per trasparenza (ex art. 5 del TUIR). Ulteriormente, ai fini impositivi, l’adozione del regime in parola prevede:

– la separazione tra il reddito d’impresa reinvestito nella società – assoggettato ad IRI con l’aliquota del 24% – e gli utili prelevati dall’impresa, che concorrono come reddito d’impresa alla tassazione IRPEF in capo al percipiente;

– la determinazione della base imponibile IRI secondo le ordinarie disposizioni in materia di redditi d’impresa (Titolo I, capo VI del TUIR);

– la possibilità di portare in deduzione, dalla suddetta base imponibile, gli utili prelevati dalla società, entro il limite del reddito d’esercizio o dei redditi di esercizi precedenti, già soggetti ad IRI, al netto delle perdite IRI.

Il comma 4 del citato art. 55-bis subordina l’accesso al regime IRI all’esercizio di un’opzione nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d’imposta cui è riferita la dichiarazione. L’opzione IRI relativa al 2017 andrà, quindi, comunicata nel modello UNICO 2018.

La scelta di convenienza dell’opzione IRI potrà essere valutata a consuntivo, dopo aver verificato i dati dell’esercizio 2017, e tale considerazione vale anche per i soggetti che iniziano l’attività nel 2017.

Tuttavia, è possibile, fin da ora, valutare alcuni elementi rilevanti sulla convenienza dell’opzione IRI.

Si ipotizza una snc, partecipata equamente da due soci, con un reddito imponibile di 100.000 euro e che i soci abbiano prelevato 40.000 euro ciascuno. In regime di trasparenza fiscale, tale reddito sconta l’imposizione IRPEF in capo a ciascuno dei due soci per 50.000 euro, indipendentemente dall’effettiva percezione.

Ipotizzando che tale reddito risulti integralmente imponibile con l’aliquota IRPEF prevista per l’ultimo scaglione di reddito, sul medesimo è dovuta un’imposta pari a 21.500 euro (50.000×43%): di conseguenza, il carico fiscale complessivo è del 43%.

L’opzione IRI in merito alla situazione sopra illustrata comporta, invece, che:

– sulle somme prelevate da ciascun socio sia dovuta un’imposta IRPEF di 17.200 euro (40.000×43%);

– la società debba corrispondere l’IRI per 4.800 euro (20.000×24%);

– il carico fiscale complessivo sia pari al 39,20% [(17.200+17.200+4.800)/100.000].

Ancora, l’accesso al regime in esame non è subordinato a parametri dimensionali. Possono, quindi, esercitare l’opzione IRI anche gli imprenditori e le società di persone commerciali in contabilità semplificata, previa adozione del regime di contabilità ordinaria.

Pertanto, i suddetti soggetti che intendono optare per l’IRI ma che, nel 2016, hanno conseguito ricavi inferiori a 400.000 euro (per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi) o 700.000 euro (per le imprese aventi per oggetto altre attività) devono esercitare l’opzione per il regime di contabilità ordinaria nel 2017.

L’opzione, trattandosi di un regime contabile, ha durata annuale ed è valida per ciascun anno successivo, fino a revoca da parte del contribuente (art. 3 comma 1 del DPR n. 442/97). Al tal fine, i contribuenti in contabilità semplificata devono tenere un comportamento concludente ai sensi dell’art. 1 comma 1 del DPR 442/97.

A tal proposito, si intende l’effettuazione da parte del contribuente di adempimenti che presuppongono inequivocabilmente la scelta di un determinato regime, osservandone i relativi obblighi, in luogo di quello operante come regime di base (cfr. C.M. n. 209/98 § 1).

In ultimo, il regime di contabilità ordinaria prevede la tenuta dei seguenti libri contabili:

– libro giornale, nel quale sono annotate cronologicamente tutte le operazioni relative all’esercizio dell’impresa;

– libro inventari, che riporta la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore;

– registri IVA, composti dal registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) e dal registro degli acquisti;

– registro dei beni ammortizzabili;

– scritture ausiliarie (libro mastro e scritture di magazzino).

L’art. 2 del DPR 442/97 prevede che la suddetta opzione sia comunicata nella prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata. Occorre, quindi, compilare il quadro VO della dichiarazione IVA 2018.

Nell’ipotesi di esonero dalla presentazione della medesima, invece, il predetto quadro deve essere presentato congiuntamente al modello UNICO 2018.

 

MyErgon Srl

Comments are closed.