MALATTIE PROFESSIONALI

Dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la definizione di malattia professionale: “QUALSIASI STATO MORBO CHE POSSA ESSERE POSTO IN RAPPORTO CAUSALE CON LO SVOLGIMENTO DI UNA QUALSIASI ATTIVITA’ LAVORATIVA”.

Sono latenti e lente nella loro manifestazione, pericolose e spesso sottovalutate.

Dall’Ufficio stampa INAIL nella relazione annuale 2014 (fonte Banca dati statistica INAIL) si legge: “Si conferma l’andamento crescente nella serie storica del numero delle malattie professionali.

Le denunce di malattia presentate nel 2014 sono state circa 57.400, (erano state 51.900 nel 2013), con un aumento del 33% rispetto al 2010. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 35%. È importante notare che il 62% delle denunce è stato per malattie del sistema osteomuscolare, in crescita del 78% rispetto al 2010.

L’andamento del malattie professionali negli ultimi anni ha registrato una crescita molto sostenuta delle denunce, sia per le numerose iniziative avviate dall’INAIL volte a sensibilizzare i lavoratori per far emergere le cosiddette “malattie nascoste”, sia in seguito all’ entrata in vigore delle nuove tabelle (D.M. 9 aprile 2008) che classificano come “tabellate” molte patologie (in particolare quelle dell’apparato muscolo-scheletrico da sovraccarico bio-meccanico e movimenti ripetuti) prima “non tabellate” (sopra l’immagine dal sito “http://www.lavoro.gov.it”)Hanno in pratica esonerato il lavoratore dall’ onere della prova dell’origine lavorativa di queste malattie, facilitando il riconoscimento della malattia nel lavoratore colpito.

Protagoniste delle denunce sono  e le malattie osteo-articolari emuscolo-tendinee, dovute prevalentemente a sovraccarico bio-meccanico, carico e scarico, posture errate e disposizione delle merci negli scaffali, a cui seguono l’ipoacusia da rumore, le malattie da asbesto e le malattie respiratorie.

In questo contesto il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, il Ministero della Salute, l’INAIL, le Regioni e le Provincie Autonome, da anni hanno avviato il piano internazionale di prevenzione sulle Malattie Professionali supportato una Campagna di informazione (foto a sinistra) per incidere significativamente su consapevolezze e comportamenti di ciascuno.

Il ritmo di lavoro dei tuoi dipendenti è adeguato?

Quanto pesano i carichi da loro spostati e sollevati?

La corporatura del lavoratore e idonea a sollevare il carico di cui si deve occupare?

Il lavoratore ha la formazione adeguata per occuparsi del carico/scarico?

Sei sicuro che il lavoro non provoca alcun disturbo come ad esempio il “mal di schiena”?

SE UN TUO DIPENDENTE DOMANI DENUNCIASSE UNA MALATTIA PROFESSIONALE sei totalmente in regola con la sicurezza nei luoghi di lavoro D.LGS 81/2008?

IN CASO DI DENUNCIA E DI CONDANNA, QUANTO COSTA IL DANNO BIOLOGICO MEDIO DEI TUOI LAVORATORI? E LA RELATIVA RENDITA ANNUALE PER IL DANNO PATRIMONIALE? E LA RENDITA VITALIZIA? E LE QUOTE AI SUOI FAMILIARI?

 

 

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